ALLA SCOPERTA DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

Itinerario da San Donato di Ninea a San Sosti

La prima volta che sono andato in Calabria, non avevo idea di che cosa mi aspettasse. Al telegiornale si parla solo della criminalità. Ed eccomi invece nelle montagne del Pollino, in mezzo a tante persone che lottano per costruirsi un futuro e vivono in mezzo alla natura, grazie ai frutti della terra, con l’allevamento e con i servizi alla persona aiutando i più anziani.

Qualche suggestione e indicazione per voi che, come me, avete voglia di conoscere un’altra Calabria

di Alessandro Delfiore

1. Partenza – San Donato di Ninea per un trekking di montagna


A San Donato di Ninea, c’è una meravigliosa aria di montagna. Alle pendici del Cozzo Pellegrino, il borgo regala una vista meravigliosa dalla Chiesa della SS. Assunta, uno dei punti panoramici per osservare la vallata. Arrivando al paese, si potranno incontrare facilmente volpi e animali selvatici. La strada è in buono stato e si arriva facilmente dall’autostrada prendendo lo svincolo di Altomonte.

San Donato di Ninea è anche un ottimo punto di partenza per le escursioni in bicicletta e a piedi per le montagne de La Mula (1936 m) e La Muletta (1717 m). Trattandosi di un sentiero di trekking impegnativo è importante dotarsi del giusto abbigliamento e seguire il percorso ad anello indicato dal CAI. La Mula fa parte dei Monti dell’Orsomarso ed è la nona montagna più alta della Calabria all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Si tratta di una montagna di natura carsica, che si può visitare partendo dai Piani di Lanzo, punto situato a 1351 metri sul livello del mare. Non ho ancora provato questo percorso ma gli esperti consigliano l’escursione accompagnati da guide che conoscano il territorio per le possibili difficoltà di orientamento.

San Donato di Ninea dalla chiesa dell’Assunta

2. Policastrello e il Festival d’Autunno


Vicino San Donato di Ninea, c’è il borgo di Policastrello, situato a 411 metri sul livello del mare. In cima ecco il Castello Normanno dell’XI secolo che non è visitabile ma da cui si può osservare tutta la vallata.

Castello di Policastrello

Ad agosto i borghi calabresi vivono grazie alla presenza degli emigrati che tornano a popolarli e ad animare le feste cittadine. In epoca di pandemia da Covid 19, tutte le sagre e le celebrazioni sono state ridotte o annullate, ma lo spirito di devozione permane, per esempio nella festa di San Donato che si celebra il 7 di agosto e nella grotta di Sant’Angelo, un santuario nella roccia dedicato a San Michele Arcangelo, del VI-VII secolo, santo protettore all’epoca della dominazione longobarda.
Il paese si riempie di turisti in occasione del Festival d’Autunno, che quest’anno si svolge dal 26 ottobre al 7 dicembre. Inizialmente si festeggiava la raccolta delle castagne, la cui produzione eccelleva a San Donato di Ninea, con tantissimi alberi da frutto. A causa del cambiamento climatico, la produzione di castagne si è però ridotta e viene ora affiancata da frutta e ortaggi tipici del Sud Italia, dai pomodori alle patate, dalle cipolle alle angurie e meloni fino ai famosi peperoni essiccati al sole. Durante il festival ci sono momenti folcloristici e musicali, appuntamenti culturali che mirano alla promozione e valorizzazione del territorio rurale e di montagna, escursioni e passeggiate guidate, degustazione dei prodotti identitari del territorio, festa del vino e molto altro.

A Policastrello, i peperoni essiccati

3. San Sosti con il Castello della Rocca e gli itinerari in bici

A pochi chilometri da San Donato di Ninea, ecco il borgo di San Sosti a 363 metri sul livello del mare sempre alle pendici del Parco del Pollino. Nella zona si stanno sviluppando degli itinerari in bicicletta per appassionati che vogliono godere dell’aria pulita e del poco affollamento sia nei mesi estivi sia, soprattutto, in quelli invernali.

Tra le attrazioni del borgo, c’è sicuramente il Castello della Rocca, di costruzione bizantina, eretto su un’altura per difendere la città. Per arrivarci bisogna percorrere un sentiero di montagna a piedi. Risalendo la Gola del Pettoruto, si arriva al santuario omonimo, questa volta in automobile, molto visitato da tutti i devoti per omaggiare la Vergine del Pettoruto e per chi ha bisogno di chiedere una grazia.

Santuario del Pettoruto a San Sosti


Il paese è inoltre bagnato da due fiumi: l’Esaro e il Rosa, che passando per San Sosti, danno vita alla cosiddetta Cascata di “Fra Giovanni”, bellissimo scorcio naturalistico, con le costruzioni del vecchio mulino ad acqua e della centrale idroelettrica che ne sfruttava la corrente.
E sempre in città, è possibile visitare il Museo archeologico e Multimediale “Artemis” dei 56 comuni del Parco nazionale del Pollino per conoscere la storia, la flora e la fauna di questo meraviglioso parco, il più grande in Italia come dimensione.

La Fiera del Pettoruto, si tiene a San Sosti dall’1 al 9 settembre, ma a causa della pandemia è stata rimandata sia l’edizione 2020 sia quella del 2021 per evitare possibili contagi e non creare problemi al sistema sanitario regionale.

San Sosti e Gola del Pettuto

Informazioni utili


Alcuni tra gli itinerari in bicicletta si possono scaricare da www.cicloviaparchicalabria.it in modo da conoscere le distanze e le altitudini anche da parte di chi non conosce il territorio.

Anche sul sito https://parcopollino.gov.it/it/ si trovano preziose informazioni per organizzare al meglio il proprio viaggio, così come sui siti dei comuni di San Donato di Ninea (http://www.comune.sandonatodininea.cs.it/) e San Sosti (http://www.comune.sansosti.cs.it/).
 

La Calabria è davvero una terra ancora tutta da conoscere che piano piano svela la sua bellezza a chi sa apprezzare la natura e il quieto vivere, a chi vuole respirare un’aria pulita e riscoprire una montagna che costituisce un ecosistema unico nel suo genere.

Post Author: Valeria Cudini

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