Saint-Paul-de-Vence, un amore a prima vista

Nel dipartimento delle Alpi Marittime, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, si trova questo borgo medievale abbarbicato su una collina per sfuggire, al tempo, agli attacchi dei Saraceni. Un luogo incantato che mi ha letteralmente conquistata. Oggi, come in passato, ospita botteghe e atelier di artisti. Qui hanno soggiornato i più grandi pittori del Novecento tra cui Picasso, Chagall e Matisse. Luogo di arte e cultura è stato meta di ristoro e scrittura per ben quindici anni del poeta dell’amore Jacques Prèvert che qui ha composto alcuni dei suoi versi più belli.

Se venite nel sud della Francia fermatevi almeno una mezza giornata. Non ve ne pentirete

di Valeria Cudini

Scrivere di pancia, rincorrere quell’emozione e fermarla nel tempo. Non aspettare che passi quella sensazione di bellezza che ci ha reso così felici. Non aspettare troppo per non perderla. Anche se – ne sono certa – pur non riuscendo a distanza di tempo a ricordare un luogo con quella stessa emozione che ci ha travolti in quel preciso momento di svelamento, ci sono posti che non si dimenticano. Si fanno spazio nel cuore e lì rimangono per sempre.

Uno di questi l’ho visitato giusto poco più di una settimana fa. Ed è Saint-Paul-de-Vence.

Confesso: ne ignoravo l’esistenza e, vi dirò, probabilmente è stato meglio così. L’effetto sorpresa mi ha letteralmente investito come un’onda. Non mi aspettavo niente del genere. Non ero preparata. Eppure accade. Ci sono posti, come questo, che senti familiari sin da subito e di cui – forse proprio per questo – non puoi non innamorartene.

Un’epifania provocata da un’invasione di bellezza in un luogo rimasto integro

Siamo arrivati a Saint-Paul-de-Vence con degli amici che hanno una casa sulla Costa Azzurra nel tardo pomeriggio. L’unica cosa che sapevo era che si trattava di un borgo medievale molto carino che valeva la pena di visitare prima della cena che ci attendeva – con tipica gallette e cidro in una crêperie a Vence (dove, peraltro, abbiamo mangiato benissimo) – lì vicino. Motivo per cui ero sì curiosa, ma non preparata ed equipaggiata come al solito con la mia guida, indicazioni delle cose da vedere, posti dove mangiare (anche se in questo caso l’unica cosa prenotata era proprio la cena a Vence).

Credo di aver vissuto una sorta di epifania progressiva perché, man mano che ci addentravamo negli stretti vicoli di questo borgo medievale arroccato su un promontorio alle spalle di Cagne-sur-Mer, venivo invasa da questa sensazione crescente di gioia. Ovunque girassi lo sguardo trovavo bellezza.

Noto è certo il mio animo romantico che ben si addice a questo borgo così dolce dove si sale, ma piano, così come piano giunge la tenerezza. E si scopre immediatamente che la conservazione dei luoghi è perfetta e che le mura trecentesche, del tutto intatte, custodiscono un luogo fiabesco ma mai lezioso e, soprattutto, integro. E con integro, in questo caso, intendo non contaminato – o peggio deturpato – da quei terribili negozi di souvenir volti ad attrarre turisti ben poco attenti al paesaggio.

Un tuffo nel passato in cui coabitano arte e cultura moderna e contemporanea

A Saint-Paul-de-Vence si torna sì nel passato ma ci si porta dietro l’arte moderna che abita il villaggio con garbo, raffinatezza e sobria eleganza. Nelle viuzze medievali si affacciano più di una sessantina tra botteghe artigiane e gallerie d’arte moderna, contemporanea e alcune chicche “naif” che si inseriscono nel contesto con armonia. La sensazione che si ha a ogni passo, a ogni sguardo che si posa sulle cose è che tutto sia al posto giusto.

Poi, se ci si documenta un po’, si scopre anche che ai primi del Novecento Saint-Paul-de-Vence diventa centro di arte e cultura.

Saint-Paul-de-Vence luogo di pittori come Matisse, Chagall e Picasso e del poeta Prèvert

Un luogo scelto per realizzare le loro opere da pittori come Signac, Doufy, Soutine, Matisse, Chagall e Picasso. Nel villaggio l’apice nella pittura viene raggiunto tra gli anni ’50 e ’60. Nel cimitero – peraltro di grande suggestione – è sepolto Chagall.

Ma il villaggio non ha ospitato solo artisti, ma anche uno dei più grandi poeti francesi del Novecento: Jacques Prèvert, la cui abitazione (da fuori almeno) pare essere un piccolo gioiello che Prèvert volle chiamare “La Miette” (la briciola). Per il poeta Saint-Paul-de-Vence ha rappresentato un luogo rifugio lontano dalla vivace capitale.

Qui, per ben quindici anni, ha stretto amicizia con i più grandi artisti del suo tempo, ha lavorato come sceneggiatore per il cinema e ha scritto alcune delle sue pagine più belle. A Saint-Paul de Vence, Prèvert ha incontrato spesso Pablo Picasso e Paul Roux, il proprietario della Colombe d‘Or. A quanto pare i tre formavano un trio di amici inseparabili come testimoniano i numerosi collage di Prévert che ancora decorano le pareti della famosa locanda.

Che cosa vedere a Saint-Paul-de-Vence oltre a quanto già si coglie semplicemente orientando lo sguardo a 360 gradi?

Intanto prima di entrare nel borgo, si passa necessariamente da place Charles de Gaulle, dove si incontra sempre un gruppo di persone di vario genere intente a giocare a pétanque, una specialità delle bocce nata proprio in Provenza, e diventata luogo di incontro della quarantina di abitanti (più, probabilmente, alcuni turisti affascinati dal gioco) che vivono nel villaggio. Già da questo si capisce che quello che si andrà a visitare è un luogo dall’identità forte e precisa.

Gli amanti dell’arte, poi, oltre alle moltissime botteghe e atelier di artisti troveranno pane per i loro denti se sceglieranno di visitare la Fondation Maeght, che contiene una delle più grandi collezioni in Europa di dipinti, sculture e opere grafiche del Ventesimo secolo.

Merita poi  una sosta la Cappella dei penitenti bianchi (XVII secolo) decorata da Jean-Michel Folon che si è ispirato, dopo il restauro degli anni Duemila, direttamente ai penitenti, come testimoniano le mani aperte, tese, pronta a dare e a venire in soccorso.

Per il resto il mio invito è di andare alla scoperta di questo borgo semplicemente girovagando. Ogni angolo che scoverete sarà per voi come aprire uno scrigno prezioso.

Post Author: Valeria Cudini

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