Gita al Lago Nambino la cui leggenda narra…

Sapete che ogni lago ha una storia e una leggenda. Le Dolomiti ne custodiscono un sacco. Qui vi portiamo al Lago di Nambino, un piccolo gioiello incastonato nelle Dolomiti di Brenta la cui leggenda narra di un drago…

Di Francesca Ratti

Incastonato tra le alte vette argentate delle Dolomiti di Brenta, già patrimonio dell’Unesco, in Trentino Alto Adige, appena sopra la meravigliosa cittadina montana di Madonna di Campiglio, si adagia il Lago Nambino.

Situato a 1718 metri s.l.m. il Lago Nambino è uno dei laghi che compongono il famoso “giro dei 5 laghi”, che in realtà sono sei, poiché il Lago Nero, che compone il giro insieme al Lago Ritorto, Lago Lambin, Lago Gelato, Lago Serodili e, appunto, il Lago Nambino, è molto più piccolo.

È raggiungibile salendo a piedi attraverso due possibile percorsi: incamminandosi  dal parcheggio Patascoss sopra Madonna di Campiglio con una passeggiata di circa 45 minuti, oppure partendo dalla Piana di Nambino, sul sentiero 217, con una camminata di circa un’ora.

Al vostro arrivo rimarrete incantati dalla magica vista che si staglierà dinnanzi a voi:il lago, il rifugio omonimo e soprattutto la maestosità delle Dolomiti.

Potrete organizzare un giro ad anello, salendo da uno dei due percorsi e scendendo dall’altro.

Inoltre avrete la possibilità di dedicarvi, nel periodo estivo, a svariate attività quali trekking a cavallo, e-bike e pesca.

Oltre a tutto ciò potrete godervi il giro del lago, una rilassante passeggiata di un chilometro, della durata di circa 45 minuti, che si snoda attraverso un sentiero ricco di scorci suggestivi, angoli incontaminati perfetti per gli amanti della fotografia, e piccole spiagge dove approfittare per godersi un po’ di riposo e rifocillarsi.

Se volete assaporare le prelibatezze trentine, quali canederli, carne salada polenta e capriolo, potrete recarvi presso il rifugio del lago, Rifugio Nambino, che effettua servizio bar e ristorante e dove è possibile pernottare.

Come ogni lago che si rispetti, anche il Lago Nambino ha la sua leggenda.

La leggenda del lago

La leggenda che viene tramandata, narra la storia di un drago che dimorava nelle acque del lago e che se ne stava placidamente a riposare nelle sue profondità, nutrendosi di pesci e alghe, per riemergere ogni tanto avendo cura che non vi fosse nessuno nei paraggi e andando a brucare  l’erba dei prati circostanti.

Questa tranquillità venne però un giorno bruscamente interrotta. Il drago divorò in un sol boccone una pecora, un vitello e anche un pastore.

La paura s’impossessò della gente della Val Rendena e nessuno ebbe il coraggio di affrontare il crudele predatore. Solo due cacciatori giunti dalla vicina Val di Sole accettarono, dietro una lauta ricompensa, di sfidare il drago e ucciderlo.

Un giorno, i due temerari raggiunsero le sponde del lago, dove videro il gigantesco basilisco acciambellato su un enorme masso, mentre dormiva assorto, nascondendo il minaccioso muso tra le zampe anteriori.

Uno dei cacciatori imbracciò il fucile e, con un colpo sparato a bruciapelo, uccise il bestione.

Quando tutta la popolazione della valle si radunò attorno all’animale, venne scoperto che tra le zampe posteriori il gigantesco biscione verdastro conservava un grosso uovo. Il drago era in realtà una draghessae aveva aggredito e ucciso il pastore e gli animali solo per difendere il suo uovo.

In seguito, dopo alcune settimane, nella chiesa di Madonna di Campiglio si celebrò una grande festa, a cui parteciparono anche i due cacciatori che ritirarono la loro ricompensa. L’uovo e la pelle del basilisco vennero conservati all’interno del santuario come ringraziamento per lo scampato pericolo.

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