RECENSIONE DELLA CANTATA DI SALIERI “LA SCONFITTA DI BOREA” AL GIARDINO SCOTTO DI PISA

L’esecuzione moderna della cantata di Salieri La sconfitta di Borea composta nel 1777 a celebrazione della vittoria di Mezzogiorno nel Gioco del Ponte dell’anno precedente si è svolta con successo la sera del 30 giugno al Giardino Scotto di Pisa.

La cantata per soli coro e orchestra è stata interpretata dai solisti: Rachel Jane Stellacci (soprano) e da Claudio Mugnaini (basso), accompagnati dall’orchestra dell’ateneo pisano e dal coro “Città di Pisa” diretti dal maestro Manfred Giampietro

di Mirella Vitalini

Il Coro Città di Pisa durante l’esecuzione

La sera del 30 giugno al Giardino Scotto di Pisa (già Bastione Sangallo), in conclusione alle celebrazioni e agli eventi del Giugno Pisano, il Comune di Pisa ha offerto la prima esecuzione moderna della cantata di Antonio Salieri La sconfitta di Borea, composta a Vienna nel 1777. Si tratta di un evento assolutamente straordinario perché solo da tre anni si è individuato nel Gioco del Ponte pisano l’occasione e l’argomento dell’opera grazie alle ricerche nella Biblioteca nazionale di Vienna di alcuni studiosi pisani, in primis l’archivista Manuel Rossi e la musicologa Biancamaria Bigongiali.

La nuova e corretta associazione della cantata al gioco, la scelta del compositore Salieri, musicista e maestro di cappella della corte e dei versi italiani del poeta del teatro imperiale Giovanni De Gamerra testimoniano l’interesse presente in Europa per le tradizioni pisane.

Il libretto di De Gamerra riflette in pieno il gusto dell’epoca mettendo in scena i pastori Fileno e Eurilla che raccontano e commentano, insieme al coro, l’andamento della tenzone, osannando l’Austro, cioè la parte di Mezzogiorno, vittoriosa su Borea, la parte di Tramontana. Va precisato che il Gioco del Ponte all’epoca fungeva da esercitazione bellica e serviva alla “bellicosa Alfea” (l’antica Pisa) per mantenere almeno un raggio “dell’itala virtude” nell’attuale “sorte acerba” (cit. Gamerra). Tutto il libretto è percorso dalla nostalgia della grandezza di Atene e Roma. Di esse resta il ricordo nella forza del combattente Zotta, una sorta di Ercole in sedicesimi, capitano della parte vittoriosa. Se il libretto, nonostante questi spunti non può considerarsi un capolavoro, la parte musicale risulta di alto livello; spicca in particolare la bella sinfonia iniziale, che crea un’atmosfera di grande suggestione che si mantiene per tutta la cantata attraverso il dialogo tra l’orchestra e le voci.

Particolare del coro durante la cantata

Per quanto riguarda i solisti, il giovane basso Claudio Mugnaini è risultato assai efficace nelle arie come nei recitativi anche se la parte più impegnativa è stata sostenuta dall’affermata soprano Rachael Jane Stellacci, che ha superato d’impeto le insidie vocali della partitura.

Particolarmente riuscito il loro duetto, non a caso ripresentato come bis.

Grande importanza, alla pari dei solisti, hanno nella composizione le parti corali, alquanto varie per tessitura vocale e tonale, eseguite con profonda partecipazione grazie all’apporto della giovane valida orchestra e del grande coro allestito per l’occasione riunendo vari cori della città e della Toscana. Hanno concluso brillantemente insieme la cantata, dove le trombe dell’orchestra hanno sottolineato la coloritura trionfale guadagnando un meritato bis. La riuscita del concerto è comunque dovuta per buona parte alla sicurezza con cui il giovane direttore, Manfred Gianpietro, ha coordinato e diretto la non facile partitura, coinvolgendo anche emotivamente il pubblico.

In conclusione considerando la qualità, l’originalità e l’unicità dell’opera va riconosciuta al Comune di Pisa la volontà di offrirne omaggio alla cittadinanza attraverso la gratuità dell’evento. Tuttavia a livello di comunicazione non tutto ha funzionato a dovere: nonostante il sold out, molti posti riservati sono rimasti vuoti. Forse non è stata adeguatamente divulgata l’eccezionalità del concerto e il suo contributo a rafforzare la gloriosa tradizione storico-culturale di Pisa. Si vuole invece sottolineare, così come ha detto in apertura di serata l’assessore alle Tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini, la necessità di riportare Pisa agli antichi fasti inaugurando future stagioni in cui eventi del genere non siano, appunto, solo eventi sporadici, ma punti fermi di una tradizione che va fatta conoscere anche al di là dei confini pisani.

Post Author: Valeria Cudini

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