Fumo passivo: i danni per la salute e per l’ambiente

Poco tempo fa vi abbiamo anticipato che, fra le tante motivazioni che hanno portato a un primo passo verso una Milano smoking-free, c’è sicuramente quella dei danni causati dal fumo passivo. Tutti noi continuiamo a pensare erroneamente che le pesantissime conseguenze del fumo passivo riguardino esclusivamente i bambini che crescono in famiglie di fumatori o chi è avvezzo alla dipendenza dalla nicotina. Convinzione errata. Ecco il perché

di Stefano Fornaro

I danni per i bambini

Le conseguenze per i neonati, i bambini e poi gli adolescenti che crescono in famiglie di fumatori accaniti o che fumano regolarmente sono davvero serie. E anche nel caso in cui l’abitudine alla sigaretta sia saltuario.

I dati raccolti dalla Fondazione Veronesi mettono in luce che i bambini sottoposti a fumo passivo possono soffrire di:

  • otiti
  • attacchi d’asma
  • tosse e raffreddore
  • bronchiti
  • polmoniti
  • problemi respiratori
  • allergie
  • carie ai denti
  • mal di testa

In questo caso siamo nell’ambito di disturbi a breve termine, ben peggiori sono invece le patologie che possono svilupparsi a lungo temine, ovvero quelle che possono insorgere durante la crescita o da adulti. In questo caso a essere più colpiti sono l’apparato respiratorio in primis e, a seguire, quello cardiovascolare.

Le patologie che possono insorgere sono:

  • sviluppo polmonare non adeguato
  • iperattività bronchiale
  • tumore polmonare
  • broncospasmo
  • malattie cardiovascolari colesterolo e ai danni alle pareti dei vasi sanguigni che, nell’età adulta, possono evolversi in aumentato rischio di ictus e infarto.

In generale, fra i sintomi più gravi dovuti ai danni da fumo passivo – sia nell’età della crescita sia in quella adulta, – c’è l’asma bronchiale che, se si aggrava, può portare a pericolose crisi asmatiche da ricovero ospedaliero. Il rischio rispetto ai figli di non fumatori è del 70% in più.

E infine includiamo nelle conseguenze nefaste anche i casi della SIDS, più comunemente nota come morte in culla.

I danni negli adulti

Facciamo allora un passo indietro. Come mai Milano ha optato per un cambio di mentalità così netto sulla questione smoking?

Perché è giunto il momento di renderci conto che il fumo passivo non è più tollerabile. Molti degli studi americani di questi anni hanno evidenziato in modo inequivocabile che questo tipo di fumo non va preso alla leggera. E che non è più un problema che riguarda il singolo ma l’intera comunità milanese, italiana, europea e mondiale.

Non è un caso che, da quando ci si è cominciati a rendere conto seriamente degli effetti nocivi del fumo passivo, in Italia, in Spagna e un po’ alla volta in molte altre nazioni, il fumo è stato vietato dentro ai locali chiusi.

Oggi giorno l’OMS ha stimato che il dato di 600.000 morti all’anno in tutto il mondo sia da attribuire ai danni da fumo passivo. 

L’atto di fumare è contraddistinto da due momenti: una fase, detta centrale, che prevede inalazione ed espirazione e una laterale che consta della bruciatura del materiale fumato e appoggiato su un portacenere e dalla stessa espirazione del fumatore.

Nella fase laterale troviamo sostanze irritanti, ossidanti e cancerogene in quantità maggiore rispetto a quelle presenti in quella centrale anche se la quantità è più rarefatta, poiché si diffonde nell’aria.

In quella centrale è minore la quantità, ma maggiore la concentrazione, che è tutta dentro all’apparato respiratorio del fumatore.

In base a questo passaggio, l’ambiente è maggiormente danneggiato in termini di inquinamento dalla fase laterale o indiretta anziché da quella centrale. Ecco perché gli esperti raccomandano di aerare sempre gli ambienti. Il paradosso è che dovremmo aerare l’aria!

Sembra perciò impossibile riparare al fatto che un quarto delle malattie respiratorie sono causate proprio dalla fase indiretta.

In particolare, a causa del fumo passivo, si registrano sempre più casi di malati tumorali e ischemie.

Il fatto che oggi il 25% degli italiani risulti esposto al fumo passivo preoccupa i medici.

I dati ormai resi pubblici dalla letteratura medica ci dicono che il fumatore passivo è rischio quanto quello attivo. Più la persona non fumatrice è esposta al fumo da sigaretta tanto più possono verificarsi in lei i sintomi lievi o gravi della malattie del fumatore attivo.

Gli adulti no-smoking sono soggetti a danni similari registrati sui bambini o sui fumatori “leggeri” (media inferiore alle 10 sigarette al giorno).

Fra gli effetti acuti, intensi ma di durata limitata, possiamo citare:

  • irritazione agli occhi
  • fastidio al naso
  • disturbi alla gola
  • senso di soffocamento
  • tosse e raucedine
  • fastidi allo stomaco (raro)
  • vertigini (raro)
  • mal di testa (raro)

Nel caso, invece, di sintomatologia più grave si può andare incontro a:

  • asma
  • bronchite cronica
  • enfisema polmonare
  • tumori polmonari (1/1000)

I danni del fumo di “terza mano”

Con questo termine ci riferiamo al noto alone “polveroso” che si condensa sui vestiti del fumatore e del non fumatore. Se a un non fumatore la cosa può dare fastidio e generalmente corre a casa per lavarsi i vestiti, nell’ambiente e nell’aria questo alone permane a lungo.

I danni causati dal fumo di terza mano sono pari a quelli già esaminati, perché le sostanze nocive permangono sugli oggetti e nella composizione stessa dell’aria.

Milano smoking free e il fumo passivo

In una metropoli dove le percentuali di sostanze tossiche sono elevate occorre cominciare a eliminare un po’ alla volta tutto quell’insieme di elementi chimici che contribuiscono a recare danno all’aria della nostra città.

Perché questo accada è però necessario che i cittadini facciano la loro parte e inizino a cambiare mentalità.

Nel 2025 saranno sempre più numerose le città smoking free. Parchi, spiagge, giardini, parchi giochi e altri luoghi saranno vietati ai fumatori.

Un sospiro di sollievo per tutti coloro che non vogliono essere investiti dalle esalazioni tossiche della sigaretta.

Un passo importante nella direzione della salute per tutta la collettività e per l’ambiente.

Post Author: Valeria Cudini

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