CONCORSO DI SCRITTURA – “GIOCHIAMO”? DI LAURA CHIAPPUZZI

Eccoci con il secondo racconto dei cinque premiati relativo al concorso di scrittura ispirato dalla foto che vedete qui sotto. Seguiranno nei prossimi giorni gli altri.

Premiamo Laura Chiappuzzi con la pubblicazione del suo racconto perché:

Hai raccontato un pezzo di infanzia con una naturalezza splendida portandoci a quel preciso momento e facendoci vedere le nuvole a forma di drago. Dentro questo racconto sei riuscita a metterci tutta l’emozione del gioco di un bimbo con il suo papà di allora e oggi la commozione e tenerezza a ripensare, da adulto, a quel momento così carico di amore e complicità. C’è anche la nostalgia struggente per la perdita del papà ma la dolcezza del pensiero di poterlo ritrovare nelle nuvole e di essere visto da lui.

Bravissima Laura: hai fatto centro! La tua storia smuove e tocca corde profonde senza risultare mai melensa. Lo stile è fresco e fluido.

Grazie a Laura Chiappuzzi!

Seguitela su Facebook: https://www.facebook.com/laura.chiapuzzi.3

Giochiamo?

Hai visto che cielo, pa’. Volevo solo scattare qualche foto, e invece… Giochiamo a chi ne vede di più? Dai, ammettilo che a un certo punto ero diventato più bravo di te, tanto da riuscire ad anticiparti di un soffio.

Sole, vento e nuvole erano i tre elementi che servivano al nostro gioco. Ci sdraiavamo qui, proprio dove sono seduto adesso, chiudevamo gli occhi e contavamo fino a venti. Se il vento aveva fatto il suo dovere di vento, in quei pochi secondi le nuvole avevano già cambiato forma. Il resto lo faceva la nostra fantasia. Pennacchi bianchi che diventavano ora un volto, ora un animale, ora una creatura fantastica. Punto mio, e poi si ripartiva: occhi chiusi, la conta, e ci si scatenava di nuovo. Il drago lo vedevo sempre io per primo, mentre tu stavi ancora spremendo gli occhi per mettere a fuoco. Lo so, l’azzurro era così terso da diventare quasi accecante e io, ingenuità di bimbo, non ho mai sospettato che tu mi facessi vincere apposta, mettendoci qualche istante in più.

Adesso però ho paura che tu possa giocare sporco. Perché io lo che sei lì, da qualche parte e puoi vederle da vicino, le nuvole. Anzi, forse tu stesso sei in una nuvola e ti stai cullando nel vento, o addirittura sei tu il vento e puoi plasmarle come vuoi.

Inventa, pa’, inventa per me draghi, cetacei, unicorni.

Puoi vedermi? Io mi sono sdraiato, adesso chiudo gli occhi e conto fino a venti.

Laura Chiappuzzi

Scrivo poesie e racconti da una vita. Amo i libri, la buona cucina, il giardinaggio. Sono nata e cresciuta in pianura ma vorrei vivere al mare.

Post Author: Valeria Cudini

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