Recensione in anteprima del film “Un eroe”

Uscirà domani 3 gennaio in tutte le sale cinematografiche il nuovo film del regista due volte premio Oscar per Una separazione e Il cliente Asgar Farhadi. Distribuito da Lucky Red, il film, già premiato allo scorso Cannes con il Gran Premio Speciale della Giuria 2021, si chiama Un eroe e narra la contraddittoria vicenda di un uomo che costringe tutti noi a porci domande su temi universali legati all’onestà e all’integrità morale.

Assolutamente da vedere

di Valeria Cudini

La storia

L’eroe che dà il titolo al film è Rahim (Amir Jadidi), un uomo costretto al carcere per scontare una pena dovuta a un debito che non è riuscito a pagare. Approfittando di un permesso di due giorni Rahim prova a convincere il suo creditore a ritirare la denuncia per una parte della somma dovuta.

La sua fidanzata, infatti, ha trovato per strada una borsa contenente 17 monete d’oro e avrebbe intenzione di venderle per aiutarlo.

All’ultimo momento, però, Rahim si tira indietro perché si rende conto che non è la cosa giusta da fare. Al contrario, l’uomo inizierà la sua ricerca per ritrovare il proprietario di quel tesoretto che gli avrebbe probabilmente permesso di riguadagnare la libertà. Rahim diventa così l’eroe della sua comunità, un simbolo di onestà, di etica che non può che attirare su di sé l’interesse dei media.

Il film ci obbliga a cogliere le contraddizioni della vita e degli uomini


Ma le cose non vanno avanti così. Perché nel cinema di Asghar Farhadi – due volte premio Oscar con Una separazione prima e con Il cliente poi e che rappresenterà agli Oscar 2022 l’Iran proprio con questo film già Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2021 – noi che lo conosciamo sappiamo bene che ci troveremo costretti a fare i conti con una realtà complessa che ci pone interrogativi universali a cui non è facile dar risposta.

E allora ecco che il film si apre a tutta una serie di domande che altro non sono che dubbi più o meno grandi che la vita ci mette di fronte tutti i giorni. Ovvero: è davvero tutto buono ciò che vediamo, e quindi, nella fattispecie, ciò che fa e che è Rahim?

Quell’uomo così buono, con quell’aria sempre da cane bastonato sarà davvero così?
E perché allora si infittisce pian piano intorno a lui una rete di piccole e grandi bugie? Oppure… Perché l’essere umano deve sempre mettere in dubbio la buona fede di una persona? Siamo diventati così cinici da non riuscire più a fidarci di nessuno?

Il nostro parere

Il bello di questo film sta proprio in questo: l’impossibile ricerca dei buoni e dei cattivi, lo spazio per la riflessione sulla purezza dell’animo umano, sulla corruttibilità, la tentazione, l’integrità morale, l’amore, la fiducia, l’amicizia, la solidarietà, l’onore.

Poco più di due ore di narrazione e lo spettatore di Un eroe si trova, spesso suo malgrado, a dover fare i conti con tutti questi temi in una volta sola.

Ci sarebbe poi una rete di sottotemi a cui far riferimento, a partire dal rapporto tra padre e figlio, un bambino fragile, affetto da balbuzie costretto a confrontarsi con cose più grandi di lui che gli generano immensa sofferenza ma sempre integro e certo che suo padre sia innocente.

Che bello che è questo film! Nella sua apparente semplicità vi porterà invece a tornare più e più volte su questioni scomode, a mettervi a nudo e a domandarvi come avreste potuto essere, qual è la via migliore da percorrere, a che cosa si è disposti a rinunciare per non perdere mai la propria dignità e integrità morale.

Post Author: Valeria Cudini

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