“Midnight diner – Tokyo Stories”, una serie tv giapponese disponibile su Netflix

Una bella, piccola, simpaticissima serie tv giapponese in onda in Italia dal 2016 e ancora disponibile su Netflix. La serie è composta da 5 stagioni di 10 episodi ciascuno ed è tratta dal popolare manga Shinya Shokudo premiata al 55esimo Skogakukan Manga Award. È ambientata di notte in una minuscola tavola calda aperta da mezzanotte alle 7 di mattina. Ogni episodio ha il nome di uno dei piatti serviti dallo chef, arbitro e direttore di orchestra di un’umanità variegata, che mette in scena episodi di vita e, a sua insaputa, si fa narratrice di storie universali

di Luciano Sartirana*

Non è una visione recente, l’avevo seguita l’anno scorso, ma la ricordo con vero piacere.

Vi parlo di Midnight diner – Tokyo Stories (in originale Shinya shokudō). La produzione è della nipponica MBS ed è tuttora presente su Netflix. Lo sviluppo è su cinque stagioni di dieci episodi ciascuna, ogni episodio dura circa venti minuti.

Già la sigla ha un fascino tutto suo: scorci cittadini dall’alto e in soggettiva, auto che attraversano Tokyo, migliaia di pedoni ai semafori, la sera che scende e la metropoli che si dirada.

È l’ora del ritorno a casa dopo il lavoro, dell’accoglienza che la notte regala a ciascuno. Di sottofondo, un ritmo lieve e dolente, che pare accompagnare a casa ogni persona; in taluni istanti, pare riecheggi Stairway to heaven dei Led Zeppelin. Appena appena. Pensalo mentre rientri a casa, giapponese stanco.  

Ma c’è chi invece inizia a vivere.

Un microscopico ristorante del quartiere di Shinjuku apre la saracinesca a mezzanotte, l’insegna si illumina, un cuoco prepara gli ingredienti di base. Siamo in una via laterale, di luci soffuse, segno di una vita notturna comunque tenue e raccolta.

E, lungo la notte, personaggi inaspettati entrano nel ristorante, cercano due parole e del cibo che li rassicuri. Ne conosciamo via via gli affanni, i ricordi, i conflitti, i desideri, le vicende assurde che li hanno esaltati o strapazzati. Amori, lavoro, viaggi, giochi… Ne parlano tra di loro, si prendono in giro o litigano; la narrazione li segue fuori dal ristorante, nei loro passati prossimi e nei loro futuri anteriori. Ci sono ospiti ricorrenti – uomini e donne – che invitano gli avventurosi della notte a parlare, solidarizzano con loro, li rimproverano o li prendono platealmente in giro. Ci si innamora di tutte e di tutti.

Ci si incuriosisce di quel modo lontano di narrarsi e imbarazzarsi, di strabuzzare gli occhi, di commentare in coro attraverso il per noi esotico prolungamento delle vocali (va da sé: da vedere in lingua originale con sottotitoli in italiano). Si ride di vero gusto per l’assurdità di tante situazioni e di tanti personaggi, tipicamente da Sol Levante… come nel caso della vicina stazione di polizia, un concentrato di surrealtà rara.

Su tutti, a preparare piatti e rassicurare con la sua saggezza e il suo sguardo solido, il proprietario e cuoco… cucina sotto gli occhi dei presenti, ascolta, è quercia e maestro, filosofia, scorrere del tempo. Un pacifico samurai dell’oggi. Signore del kaiseki, del sashimi, della notte e dell’animo, dell’ironia del vivere. Il mistero di una lunga cicatrice sul volto ne accentua l’autorità. L’interprete si chiama Kaoru Kobayashi, in Giappone è un volto molto familiare.

A ogni episodio si ha l’impressione di avere sempre sorriso, di imparare qualcosa – ma devi comunque chiederti cosa! – e di esserti divertito con il tanto racchiuso in così poco. Un viaggio dolce quanto divertente. Lo consiglio di vero cuore.

*Chi è Luciano Sartirana

Luciano Sartirana è nato a Milano, più o meno in contemporanea con il rock’n’roll e i primi satelliti Sputnik. A quattro anni impara da solo a leggere e a scrivere seguendo in tv la trasmissione Non è mai troppo tardi, rivolta agli analfabeti dell’epoca. Liceo classico. Filosofia. Nel tempo ha collaborato con Feltrinelli, Demetra, RadioRai, Radio Popolare, OfficinaFilm, Arcus-Università degli Studi.

Nel 1994 è il primo in città a progettare e condurre corsi di Scrittura creativa, narrativa, drammaturgica; la sua attività didattica si è ampliata e approfondita fino ai nostri giorni.

Nel 2008 fonda le conturbanti Edizioni del Gattaccio.

Nel 2013 esce il suo libro Nel settimo creò il Maracanã, prima storia sociale del calcio brasiliano pubblicata in Italia e seconda nell’Unione Europea.

I suoi riferimenti letterari sono Murakami, Ferrante, Nothomb, Giménez-Bartlett, Simenon, Ernaux, Calvino, Saramago, Lispector, Enzensberger, Paasilinna, Knausgård, Krasznahorkai, Gospodinov, Cărtărescu.

Ha visto in diretta tv cose pazzesche e che lo hanno segnato nel profondo: l’intera serie Ai confini della realtà (sempre a quattro anni), il primo sbarco sulla Luna, Italia-Germania 4-3 di Messico ’70.

E anche i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

Post Author: Valeria Cudini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


The reCAPTCHA verification period has expired. Please reload the page.