CIAO RAFFAELLA, NON SMETTERAI DI FARE “RUMORE”

Da due giorni la nostra amatissima Raffaella Carrà non c’è più. Se ne è andata il 5 luglio a causa di una malattia rapidissima della quale non aveva voluto far parola con il suo pubblico per non preoccuparlo. Signora di gran classe fino all’ultimo. Chapeau!

Da quando agenzie, giornali, tv e i suoi amatissimi telespettatori e amici hanno ricevuto la notizia non si è parlato di altro. La nostra Raffaella nazionale – ultima soubrette di una tv di qualità – volto iconico televisivo, bandiera del femminismo e dell’amore libero, fa parlare di sé sempre e solo in termini positivi. Nessuna invidia. Solo riconoscenza per aver cambiato il volto della tv, essere entrata con grazia e calore nelle case degli italiani, averci fatto scatenare in “balli proibiti”. Grazie Raffaella, sappiamo che farai ancora molto rumore!

di Valeria Cudini

[…] Sono un cuore vagabondo che di regole non ne ha
La mia vita è una roulette
I miei numeri tu li sai
Il mio corpo è una moquette
Dove tu ti addormenterai
Ma girando la mia terra io mi sono convinta che
Non c’è odio, non c’è guerra quando a letto l’amore c’è

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
Com’è bello far l’amore io son pronta e tu
Tanti auguri
A chi tanti amanti ha
Tanti auguri
In campagna ed in città

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
L’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu
E se ti lascia lo sai che si fa?
Trovi un altro più bello
Che problemi non ha

Tutti dicono che l’amore va a braccetto con la follia
Ma per una che è già matta tutto questo che vuoi che sia
Tante volte l’incoscienza è la strada della virtù
Litigare, litigare per amarsi sempre di più
Ma girando la mia terra io mi sono convinta che
Non c’è odio non c’è guerra quando a letto l’amore c’è […]

Tutti avrete riconosciuto queste parole tratte dalla canzone Tanti auguri composta da Daniele Pace e Giandomenico Boncompagni nel 1978 su musica di Paolo Ormi come sigla del programma televisivo “Ma che sera” dell’allora Rete 1 (oggi Rai 1). Il pezzo venne affidato alla voce e all’interpretazione della nostra Raffaella Carrà che si esibiva sullo sfondo dell’Italia in miniatura. Già dopo lo scandaloso – per allora – Tuca tuca del 1971, quel testo cantato dalla Carrà divenne in breve tempo il manifesto dell’amore libero e del femminismo.

Per i benpensanti del tempo, la portata immorale di canzoni come il Tuca tuca e Tanti auguri veniva in parte neutralizzata dalla semplicità e dalla simpatia di Raffaella, donna di un’eleganza e una classe innata, capace di riempire tutto lo spazio intorno a sé e tenere incollati allo schermo i suoi amati telespettatori. Furono anzi proprio quegli elementi di così significativa rottura del moralismo imperante a far sì che la Carrà divenisse ben presto icona della comunità Lgbt e sovrana indiscussa della tv di intrattenimento, quello vero e di qualità. La Carrà riuscì così a radicarsi nel costume degli italiani e a cambiarlo nel profondo senza entrare a gamba tesa ma in modo del tutto naturale.

Del resto gli anni a cui ci riferiamo erano anni importanti, di grandi rivoluzioni. Nel 1970 c’era stata l’introduzione del divorzio dopo lunghe e accese battaglie; nel 1975 il nuovo diritto di famiglia. Nessuna donna era però mai riuscita in un’impresa del genere: abbattere tutta una serie di tabù ricorrendo a un mezzo popolare come la televisione.

Se ci ricordiamo lo scandalo delle gemelle Kessler quando nel 1961 cantarono e ballarono il Dadaumpa, censurate e costrette a nascondere le gambe con pesanti calze nere, misuriamo un’enorme distanza, un decennio dopo, quanto la Carrà si esibisce nel Tuca Tuca.

Raffaella, icona della tv sempre riconoscibile

Ritmi orecchiabili, canto, ballo, ombelico in mostra in una tv ancora in bianco e nero, abiti attillatissimi ed eleganza assoluta hanno fatto della Carrà un modello di moda per intere generazioni. Il casco biondo che rovesciava all’indietro è diventato un must nelle pettinature e ha segnato un’epoca per l’hair styling. Raffaella icona della tv sempre riconoscibile; amata, amatissima dal suo pubblico, modello da imitare e, strano a credersi, senza alcuna invidia da parte delle donne.

Un’influencer ante litteram: modello da imitare, ma senza invidia

Chi si dimentica noi bambine che ballavamo sulle note della Carrà e volevamo imitare quell’icona di bellezza, grazia e dinamismo? Per noi piccole la Carrà appariva come una sorta di bellissima Barbie animata che bucava lo schermo. Avremmo voluto entrarci dentro e metterci a ballare insieme a lei. Lei che “entrava” nelle nostre case, con quel fare gentile e confidenziale e quel sorriso che la illuminava sempre e regalava il buonumore anche alle famiglie più umili.

Una persona, la Carrà, a cui non potevi non voler bene, sempre misurata e generosa con il suo pubblico, che la ricambiava con un affetto immenso. Possiamo considerarla l’ultima vera soubrette della tv di qualità; conduttrice di programmi d’avanguardia, una vera influencer ante litteram.

Artista poliedrica, protagonista indiscussa della tv: una carrellata dei suoi successi

I suoi talenti non si contano. Così come le trasmissioni di successo: a partire da Canzonissima a inizio Anni 70 – di cui è necessario ricordare l’indimenticabile Tuca Tuca con Alberto Sordi – insieme a Corrado, le Kessler, Antonello Falqui e Mina; per proseguire nel 1974 con Milleluci, il varietà del sabato sera del Programma Nazionale, che Raffaella presentava insieme a Mina con la direzione di Falqui.

E poi nell’83 il programma nato dall’intuizione di Gianni Boncompagni: Pronto, Raffaella?. Boncompagni incorona la Carrà regina del mezzogiorno televisivo – una fascia oraria al tempo ancora scoperta – con un programma che mischiava quiz surreali, come l’indovinare quanti fagioli ci fossero in un barattolo, a interviste sensazionali.

La “Raffaella nazionale” prosegue il suo cammino luminoso con balletti, grandi sigle, la sua memorabile partecipazione a Fantastico e la scena cult nel 91 con Roberto Benigni che cerca di sollevarle l’abito, per approdare poi a un programma frutto dell’invenzione di Sergio Japino: Carramba! (Che sorpresa) andato in onda dal 1995 al 1998 e nel 2002 e poi Carramba! (che fortuna) dal 1998 al 2001 e nel 2008 su Rai 1 per un totale di otto edizioni. Un programma con picchi del 66% di share e un numero impressionante di telespettatori: circa 15 milioni conquistati a colpi di sorprese, con ricongiungimenti strappalacrime e ospiti famosi del calibro di Celentano e Maradona. Un modo assolutamente unico di interpretare e inaugurare la tv del dolore e delle lacrime. Addirittura un programma con un impatto così forte sul linguaggio televisivo e la cultura pop da far entrare come neologismo nel dizionario il termine “carrambata”.

La “grande bellezza” di Raffaella conquista Hollywood

Quanto si potrebbe dire ancora di quest’artista poliedrica dalla grandissima professionalità, per cui niente era affidato al caso ma tutto era studiato nei minimi dettagli. La Carrà era una donna affabile ma di estremo rigore e perfezionismo quando si trattava di lavorare su di sé per “portare a casa” un programma di successo.

Riusciva a essere seducente, sexy e, al contempo, sempre spiritosa, gentilissima e, soprattutto, sempre credibile.

La sua “grande bellezza” ha fatto sì che fosse consacrata con il suo enorme successo A far l’amore comincia tu del 1977 (sempre di Pace, Bracardi e Boncompagni) anche a Hollywood. Paolo Sorrentino, infatti, nel suo film premio Oscar La grande bellezza (2013) ha scelto di inserire il brano remixato dal massimo disc jockey e produttore discografico Bob Sinclair all’interno di una scena cult del film.

Che dire ancora di Raffaella se non che farà ancora molto, moltissimo Rumore?

Post Author: Valeria Cudini

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