Recensione in anteprima di “Dream Horse”: un invito a credere che i sogni si avverano

Prodotto da Lucky Red, il film del regista Euros Lyn, con Toni Colette, Damian Lewis, Owen Teale, racconta la storia vera di un gruppo di amici che, convinti dall’inguaribile sognatrice Jan, uniscono le forze per dar vita a un sogno: raggiungere il successo grazie a Dream Alliance, cavallo da corsa, un puledro che allevano e addestrano con la speranza di vederlo trionfare nelle competizioni ittiche più importanti.

Una storia che nel 2009 ha fatto il giro del mondo ed è diventata oggi un film già presentato lo scorso anno al Sundance Film Festival e al cinema dal 1° luglio

di Valeria Cudini

Dream Horse è un piccolo regalo inaspettato in un caldo pomeriggio di giugno. Poter tornare a vedere un’anteprima e scoprire che basta poco per commuoversi ed essere felici di quel tempo trascorso al cinema è impagabile. Dream Horse ti tocca al cuore con semplicità (attenzione: semplicità e non banalità) pur raccontando una storia che ha dell’incredibile. E la sua eccezionalità è data soprattutto dal sapere che si tratta di una storia vera.

Ormai ci hanno abituato che i grandi sogni sono praticamente impossibili da realizzare. Viviamo in una società dove tutto è consumato in fretta, in cui pare, a volte, non esserci il tempo per alimentare grandi idee e trasformarle in realtà. Beh, questa storia dimostra che un’idea grande, se portata avanti con tenacia e determinazione, può trasformare un sogno in realtà. E badate bene, tutto ciò che può sembrare fiabesco nella vicenda di Jan, interpretata da una sempre magistrale Toni Collette, in realtà diventerà assolutamente vero.

La trama

Jan Vokes vive nel Galles del Sud nell’ex villaggio minerario di Cefn Fforest. La sua vita scorre monotona: sveglia molto presto al mattino per recarsi in un grande magazzino dove fa le pulizie e lavora come cassiera, per poi passare a servire birre nel pub del paese dove si ritrovano gli abitanti del luogo per lo più disoccupati o con disponibilità economiche a dir poco scarse. La vita di Jan è scandita anche dalle quotidiane visite agli anziani genitori bisognosi di assistenza e dal prendersi cura di Brain (Owen Teale), il marito disoccupato, disabile, la cui unica occupazione pare essere diventata guardare qualunque cosa ci sia alla tv.

La donna cerca disperatamente un motivo per alzarsi la mattina, un qualcosa che possa darle la scossa necessaria per tornare a vivere una vita degna di essere vissuta. Appassionata di animali, Jan si lascia ispirare dai racconti di un nuovo cliente del pub, Howard Davies (Damian Lewis), con un passato nel mondo dei cavalli. La decisione è presto presa: alleverà un cavallo da corsa.

La scelta di Jan non è però così facile da realizzare: servono soldi ed esperienza, condizioni a lei assolutamente mancanti. Eppure Jan è mossa da un inguaribile ottimismo e volontà di ferro, tanto da decidere di spendere quel poco che ha per comprare una fattrice, farla accoppiare e costruire una stalla nel giardino di casa per accoglierla.

Il passo successivo sarà coinvolgere l’intera comunità a fondare un’associazione autofinanziata per sostenere tutte le spese necessarie per il puledro con l’obiettivo di farlo diventare un cavallo da corsa. Dopo alcune perplessità, l’eterogeneo gruppo di amici accoglie con fiducia e speranza l’avventura che attende il cavallo affinché diventi un campione. Il cavallo si chiamerà Dream Alliance perché rappresenta la speranza e la solidarietà di un gruppo che si batterà per uno scopo comune: ridare qualcosa in cui credere a una comunità.

Nonostante Jan e i suoi “alleati” debbano affrontare momenti di grande difficoltà, Dream comincia la sua scalata delle classifiche arrivando a correre nelle più importanti gare di cavalli in cui mostra di avere la stoffa e il cuore di un vero campione.

Il “cammino” di questa storia

La straordinaria avventura di Jan e Dream risale al 2001 ed è diventata prima un libro ed è poi stata narrata nel documentario Dark Horse (2015). Oggi torna sul grande schermo con Dream Horse regalandoci tutto quell’ottimismo e quella voglia di vivere che spesso ci abbandonano.

Il messaggio del film e un parere

Questa storia racconta di come sia importante continuare a perseguire i nostri sogni con grande determinazione.

La visione di questo film incoraggia anche una riflessione sull’importanza della solidarietà e dell’amicizia. Unendo le forze si può fare davvero la differenza.

Tutto questo avviene con una narrazione garbata, mai stucchevole. Anzi, in perfetto stile british comedy.

La colonna sonora – bellissima – ci propone una chicca assoluta: la versione cantata a squarciagola di Delilah, storico pezzo del gallese Tom Jones. Da ascoltare in loop. Buonumore è assicurato.

Post Author: Valeria Cudini

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