Sean Connery, il ricordo di un’appassionata

Ci lascia oggi un’icona del cinema impresso nella nostra memoria non solo per l’eccezionale interpretazione nei panni dell’agente segreto 007 James Bond che tutti noi abbiamo amato, ma anche per ruoli indimenticabili, come nel 1964 in Marnie di Hitchcock, ne Il nome della rosa per cui ha vinto il premio Bafta, e per la sua interpretazione ne Gli intoccabili che gli è valsa l’Oscar. Scozzese impegnato in moltissime battaglie di diritti civili, nella sua vita privata è stato un uomo esemplare, ben diverso dal ruolo di “sciupafemmine” che si è visto sul grande schermo. Ci mancherai Sean. Tanto. Abbiamo voluto affidare il ricordo a una nostra appassionata fan. Quanto si potrebbe dire di Sean Connery, le parole non basterebbero

di Stefania Giorgi*

Con Sean Connery è nato 007 e nessun altro è riuscito a incarnarlo e impersonarlo più come lui.

Amato dalle donne per quel suo essere sopra le righe, con il fascino indubbiamente misogino che tanto piaceva – e forse a qualcuno piace ancora – alle donne, a quelle donne che amavano la sua arroganza, la sua superbia di uomo “bellissimo” ma anche la sua cultura e le sue incredibili conoscenze da cosmopolita che lo rendevano adeguato in ogni situazione.

Amato anche dagli uomini che – diciamo la verità – lo invidiavano perché come tutti avrebbero voluto assomigliargli.

Sean Connery è però riuscito a staccarsi da quel personaggio che professionalmente gli ha dato i natali e ha saputo crescere fuori dalla penna di Ian Fleming fino a prendere l’Oscar con Gli Intoccabili (1987) o a essere stato un perfetto attore sotto la direzione di Hitchcock in Marnie (1964) e nel ruolo del protagonista nel Nome della rosa (1986).

Marnie (1964)

Personalmente ho “amato” l’attore, soprattutto nella sua interpretazione di James Bond, ma ho molto apprezzato anche la persona, così diversa dal personaggio, da quella spia che faceva cadere ai suoi piedi tutte le donne e mai fedele a nessuna se non a se stesso e a Teresa, la sua prima e unica moglie sul grande schermo che, con la sua morte così improvvisa, ha forse ucciso anche l’idea di amore perfetto del personaggio James Bond consegnandolo nelle braccia di innumerevoli bond girl.

Il nome della rosa (1986)

Credo di poter dire che nella sua vita privata Sean Connery è come se fosse stato sposato per sempre con la sua Teresa e ha trasmesso un’idea di uomo granitico.

Missione Goldfinger 007 (1964)

Sono addolorata per la scomparsa dell’attore, dell’unico James Bond, per quanto mi riguarda, ma soprattutto per l’uomo.

Ciao, Sean!

Licenza di uccidere 007 (1962)
  • Stefania Giorgi, laureata in Lettere Moderne, impiegata nella pubblica amministrazione, sono appassionata di musica classica e lirica. La passione per i film di James Bond me l’ha trasmessa mio fratello maggiore.

Post Author: Valeria Cudini

Valeria Cudini

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