Recensione in anteprima di “Maledetto Modigliani”

Esce oggi, 12 ottobre, nelle sale cinematografiche italiane, in occasione delle celebrazioni a cento anni dalla morte, Maledetto Modigliani, il documentario-evento dedicato a uno degli artisti più bohémien del secolo scorso. Il docu-film sarà al cinema solo oggi, domani 13 e dopodomani 14 ottobre

di Francesca Ratti

Il docu-film fa parte del progetto La Grande Arte al Cinema distribuita da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it, Arte.it, e in collaborazione con Abbonamento Musei.

La pellicola, prodotta da 3D Produzioni e Nexo Digital, per la regia di Valeria Parisi e scritta con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi, racconta la vita e la produzione artistica di Amedeo Modigliani (1884-1920), livornese dalla vita breve e tormentata, artista d’avanguardia divenuto un classico contemporaneo amato e imitato in tutto il mondo.

Trailer “Maledetto Modigliani”

La narrazione di Modì dal punto di vista di Jeanne Hébuterne

L’originale scelta stilistica di far raccontare la vita di Modì dal punto di vista di Jeanne Hébuterne, la sua ultima giovane compagna, genera un forte impatto visivo e provoca nello spettatore una grande empatia.


Amedeo Modigliani – Portrait of Jeanne Hébuterne (Portrait de Jeanne Hébuterne), 1918. Barnes Foundation BF422

Jeanne Hébuterne si suicidòdue giorni dopo la morte dell’amato, avvenuta il 24 gennaio 1920 all’Hôpital de la Charité a Parigi, incinta e con una figlia di un anno.

Attraverso la sua figura e la sua voce, tramite la lettura di un passo dai Canti di Maldoror, libro che Modigliani teneva sempre con sé, prende avvio il racconto della vita di questo artista maledetto, ribelle, genio scandaloso e maestro indiscusso dell’arte del Novecento, spingendosi oltre la leggenda.

Due mostre importanti su Modì sono tra i fili conduttori del docu-film

Il docu-film trae spunto, inoltre, dalla mostra “Modigliani-Picasso. The Primitivist Revolution”, curata da Marc Restellini e in programma all’Albertina di Vienna, arricchendosi delle immagini delle opere esposte sia all’Albertina, sia alla National Gallery of Art di Washington, nei musei e nelle collezioni di Parigi e nella grande mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” del Museo della città di Livorno.

Marc Restellini nel suo atelier

È proprio da Livorno, e da una provincia italiana che gli è da subito troppo stretta, che è necessario partire per comprendere Modigliani, quarto figlio di una famiglia di origini ebraiche sull’orlo di una crisi economica, che decide di partire per andare in cerca di altri stimoli, prima a Firenze, poi a Venezia e infine a Parigi, a 21 anni, nel 1906.

A Parigi Modigliani “si fa” artista maledetto, alcolista, grande amatore

È proprio a Parigi che ha inizio la sua leggenda di artista maledetto, alcolista e tombeur de femmes. Nella realtà Modì è un uomo che sia aggrappa con tutte le sue forze alla vita e alla propria arte per mascherare la malattia che lo divora.

È un uomo che ha la spasmodica necessità di trasmettere la propria verità: valori universali racchiusi nella semplicità di linee e volti che ne fanno uno dei maggiori esponenti di primo Novecento e un classico del XXI secolo.

I suoi dipinti, ripresi in set dedicati, da La fillette en Bleu al ritratto di Jeanne Hébuterne, ci parlano e ci raccontano l’esistenza di Modì.

“Bambina in abito azzurro”, 1918 – Collezione privata Jonas Netter

La voce narrante di Jeanne racconta di quella Parigi di inizio secolo, la ville lumière, la metropoli, il centro della modernità, già mercato d’arte e polo d’attrazione per pittori e scultori da tutta Europa, attraverso un gioco di riprese della città odierna, foto e filmati d’archivio in bianco e nero.

I volti di donna tra cariatidi e ritratto diventano icone della sua arte

Durante la sua vita errabonda da un alloggio di fortuna all’altro, Modigliani, povero e affamato, ma pieno di fascino ed entusiasmo, incontra numerose donne, che raffigura, e i cui volti, tra cariatide e ritratto, diventano icone stesse della sua arte, tra le quali l’aspirante poetessa russa Anna Achmatova e la giornalista e femminista inglese Beatrice Hastings.

Amedeo Modigliani. Beatrice (Portrait de Béatrice Hastings), 1916. Barnes Foundation BF361

Primitivismo come punto di riferimento insieme a Picasso e Brancusi

Il primitivismo, del resto, è il suo universo immaginativo di riferimento, l’interesse per le culture extraeuropee e antiche, un altrove nello spazio e nel tempo in cui gli artisti delle avanguardie, tra cui Pablo Picasso e Constantin Brancusi, cercavano il ritorno alla natura minacciata dalla modernità. In Modigliani però, il primitivismo è al tempo stesso fuso con la tradizione classica e rinascimentale, creando uno stile unico e inconfondibile.

Nel documentario vengono ripercorse le tracce dell’artista nei luoghi a lui più cari, le strade, le piazze, il quartiere livornese della Venezia Nuova, la sinagoga, il mercato centrale, le montagne e la campagna dove aveva imparato il mestiere di pittore con i Macchiaioli e dove Modigliani trova materiale per le sue statue, l’arenaria e il marmo.

Viene poi proposto il confronto tra le opere di Modigliani e quelle degli artisti a lui contemporanei, in particolare, Picasso e Brancusi, accompagnando lo spettatore all’interno dell’Atelier Brancusi del Centre Pompidou e del Musée Picasso Paris.

Anche il pittore Soutine, fa parte dell’École de Paris, ebreo come Modì, condivide con lui per un periodo una casa-studio ancora oggi rimasta inalterata.

I luoghi parigini e i grandi artisti del Caffè La Rotonde

La pellicola ci fa scoprire Modigliani al Caffè La Rotonde insieme a Jean Cocteau, Picasso, André Salmon e Max Jacob, miscelando immagini della Parigi di oggi, le scalinate di Montmartre, Montparnasse nuovo centro di aggregazione, le passeggiate intorno al Pantheon, le cancellate chiuse del Jardin di Luxembourg.

E ancora i carri immaginifici della “nuit blanche” parigina che rappresentano possibili allucinazioni provocate dalle droghe, quali l’assenzio, l’hashish, l’oppio, che aprono le porte della mente alle visioni.

I mercanti, i collezionisti e i falsari

Il docu-film ci porta a conoscere i suoi mercanti e collezionisti: Paul Alexandre, il medico mecenate, Paul Guillaume, il dandy parvenu ritratto molte volte, Leopold Zborowski, l’ultimo mecenate, un poeta avventuriero, capace, grazie alla conoscenza del collezionista Jonas Netter, di garantirgli una piccola somma mensile.

Amedeo Modigliani, però, morirà povero e la sua arte non riconosciuta, divenendo uno degli artisti più quotati al mondo solo più tardi.

È anche tra gli artisti più copiati, il suo stile infatti sembra semplice e di facile riproduzione, ma solo in apparenza.

Marc Restellini,  tra i maggiori esperti al mondo di Modigliani, autore di ricerche e scoperte sulla sua opera che si avvalgono di analisi tecnologico-scientifiche, ci guida alla loro scoperta all’interno dell’Institut Restellini a Ginevra, e a Londra tra le fiere d’arte e lo studio di un pittore, John Myatt, falsario dichiarato, che ora firma le sue opere d’imitazione con il proprio nome.

1984 – la più grande beffa d’arte: le teste false di Modì

Anche nel 1984, a cento anni dalla nascita dell’artista, Modigliani fu protagonista, suo malgrado, di una delle truffe più celebri della storia dell’arte, il ripescaggio nei fossi livornesi delle famose teste.

Le teste false di Modì – Burla d’arte 1984

Modigliani raccontato dalla voce di grandi personaggi

La pellicola si avvale anche degli interventi di Paolo Virzì, Simone Lenzi, Gerard Netter, Antonio Marras, Laura Dinelli, Emilia Philippot, Jacqueline Munck, Klaus Albrecht Schroeder.

Le musiche che accompagnano questo emozionante documentario sono di Maximilian Zaganelli e di Dmitry Myachin, giàautoridella colonna sonora di “Ermitage. Il potere dell’arte” di Michele Mally (Nastro d’Argento 2020 come miglior documentario d’arte).

La colonna sonora originale del film, disponibile su etichetta Nexo Digital/Believe, contieneanche il brano di Piero Ciampi Fino all’ultimo minuto (Courtesy of Warner Music Italia/Sugar Music).

Post Author: Francesca Ratti

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