Recensione de “La Vita è un romanzo” di Guillaume Musso (La nave di Teseo)

È stato pubblicato il 27 agosto scorso, La Vita è un romanzo, il nuovo libro del maestro del thriller letterario francese, Guillaume Musso, edito da La nave di Teseo (18 euro, pagine 272)

di Francesca Ratti

Il romanzo narra l’enigmatica vicenda occorsa alla famosa e riservatissima scrittrice Flora Conway, la quale si trova a fronteggiare la strana scomparsa dell’adorata figlioletta di tre anni, Carrie, volatilizzatasi dal loro appartamento di New York, ermeticamente chiusa, mentre mamma e figlia giocavano a nascondino.

Un mistero che sembra non essere risolvibile

Il mistero sembra senza soluzione, come la vita di Flora, che non partecipa mai a eventi pubblici né rilascia personalmente interviste, avvalendosi della sua editrice, Fantine de Villatte, come suo tramite con il mondo esterno.

Le indagini della polizia sono inconcludenti, perché le porte e le finestre erano chiuse, le telecamere del vecchio edificio di Williamsburg, il Lancaster Building, non evidenziano intrusione alcuna.

Flora è convinta che l’unico a possedere la soluzione dell’enigma della scomparsa di Carrie sia Romain Ozorski, uno scrittore che vive dall’altra parte dell’Atlantico, a Parigi, ed è fermamente decisa a trovarlo e a farsi aiutare per rivedere la sua piccola bambina.

Romain è un uomo dal cuore infranto, poiché la moglie lo sta lasciando, minacciando di portargli via per sempre l’amato figlio Théo, e vorrebbe che la sua vita privata fosse come i suoi romanzi: scritta di getto e metodicamente.

La struttura del romanzo è simile a una matrioska

La struttura del romanzo è rappresentata da una sorta di matrioska, di scatola cinese, dove la trama iniziale, quella di Flora, è inserita in quella di Romain.

A un certo punto della narrazione le due storie si interfacciano, e addirittura comunicano tra loro operando in maniera sinergica.

Queste due realtà distinte e disconnesse, dove la netta distinzione tra reale e fantastico si annulla fino a volgere un ripiegamento su se stessa, creano una terza realtà dove tutto può accadere, perché lì tutto è lecito.  

Un omaggio a Stephen King con elementi del sovrannaturale

L’autore inserisce, in tal modo, elementi del “sovrannaturale”, e chiamando Carrie, uno dei personaggi principali, rende omaggio a Stephen King, il re del brivido, e al suo personaggio icona: Carrie.

Il tema di questo romanzo è l’esplorazione della figura dello scrittore, tema che ricorre in tutte le opere di Musso, che si esplicita nella volontà di raccontarsi dell’autore, fino a giungere a una sorta di autoanalisi catartica della propria professione, vista come fuggevole e volubile.

Un libro sul potere della letteratura di mescolarsi alle nostre vite

È un libro sul potere della scrittura, della letteratura, e sulla capacità che i personaggi delle opere letterarie possiedono di penetrare e mescolarsi alla nostra esistenza, plasmando, a volte, la nostra realtà.

Anche il gioco di parole, non traducibile in italiano, tra la parola francese “roman” e il nome del personaggio dello scrittore  “Romain” rimanda all’intento con cui Guillaume Musso ha costruito sapientemente la trama di questo avvincente e originale romanzo.

Se amate la suspence e il thriller questo è il libro che fa per voi: il suo ritmo serrato e i colpi di scena vi terranno incollati pagina dopo pagina, ansiosi di scoprire il finale.

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Francesca Ratti

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