Recensione in anteprima del film “Il meglio deve ancora venire” di Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière

Esce oggi nelle sale italiane una commedia che vi farà ridere ma anche commuovere. Prodotto da Lucky Red, la pellicola vede protagonisti gli strepitosi Fabrice Luchini e Patrick Bruel impegnati a interpretare i ruoli di due amici di vecchia data diversissimi ma incredibilmente uniti nel gestire una situazione drammatica

di Valeria Cudini

Il film narra la storia di due uomini, due amici di vecchia data, Arthur (un superbo Fabrice Luchini) e César (un irresistibile Patrick Bruel). Per un misunderstanding, che è all’origine di quella che si svilupperà poi come una commedia degli equivoci, ognuno di loro è convinto che l’altro sia malato gravemente e gli resti poco da vivere. Risultato? Sia Arthur sia César si adoperano per far vivere al meglio all’altro il tempo che gli rimane da vivere.

Due mostri sacri fanno scattare la risata

Se consideriamo con quali mostri sacri della commedia francese abbiamo a che fare, il divertimento che scaturisce dal fraintendimento tocca punte altissime.

Fabrice Luchini e Patrick Bruel in una scena del film

Un elemento fondamentale a far scattare la scintilla della risata è l’assoluta diversità dei caratteri dei due uomini Arthur è un ricercatore in campo medico, metodico, preciso, sempre misurato e poco incline a lasciarsi andare, César è tutto il contrario: spericolato, arrogante, trasgressivo, sull’orlo della bancarotta.

Un’amicizia sempre più forte e una riflessione su ciò che conta davvero

L’avventura che i due amici vivranno insieme li porterà a godere l’uno dell’altro, cementificherà la loro amicizia, anche se non mancheranno momenti di scontro, e metterà entrambi in situazioni in cui “vestire i panni dell’altro”. Vedrete gag esilaranti alternate a momenti che diventano spunto di riflessione sui temi che contano davvero nella vita come l’amore e la famiglia.

Fabrice Luchini e Patrick Bruel in una scena del film

Si ironizza sulla morte e non si scade mai nel pathos

Come ironizzare sulla morte e sul lutto? Come trattare un tema così difficile senza scadere nel melodrammatico? Gli sceneggiatori e registi Delaporte e De La Patellière già abituati a lavorare insieme – ricordiamo lo strepitoso successo di Cena tra amici (2012) – ci riescono alla perfezione rimanendo sempre misurati e, anche nei momenti drammatici per antonomasia, conducendo la narrazione filmica sul filo della commozione e non del pathos.

Il canovaccio de Il meglio deve ancora venire potrebbe sembrare banale, ma la differenza la fa appunto l’assoluta maestria della regia prestata al servizio di due attori fuoriclasse.

Una riflessione sull’empatia e sul significato profondo di “essere amici”

Un film sul profondo valore dell’amicizia, su che cosa significa mettersi nei panni dell’altro e quindi un modo per interrogarsi davvero sul senso dell’empatia. Che cosa siamo disposti a fare per rendere felice chi amiamo? Perché l’amore ha tante facce e l’amicizia è una forma di amore incondizionato. Spesso nell’amore ci si aspetta qualcosa in cambio, ma nell’amicizia si è portati a dare senza necessariamente aspettarci niente in cambio.

Andate a vedere questo film, invitate il vostro migliore amico e condividete emozioni e risate. Ne uscirete migliori!

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