Recensione in anteprima di “Donnafugata” di Costanza DiQuattro

Esce domani 10 settembre,  Donnafugata, il romanzo della giovane scrittrice ragusana Costanza DiQuattro edito da Baldini+Castoldi (16 euro, pagine 208). Il romanzo vanta la prefazione della conterranea Giuseppina Torregrossa, affermata scrittrice palermitana

di Francesca Ratti

Il romanzo, come ci suggerisce il titolo, è ambientato a Donnafugata, luogo a due passi da Ragusa Ibla, tra carrubi  secolari, campagna scoscesa e muri a secco e percorre tre quarti dell’Ottocento, snodandosi tra dominazione borbonica, moti insurrezionalisti popolari e l’affacciarsi delle rivendicazioni operaie.

La storia è una sorta di diario privato

Il protagonista, il barone Corrado Arezzo De Spucches, discendente di una delle più antiche casate di Ibla, ci accompagna, attraverso questa sorta di diario privato, dalla sua infanzia quando poco più che bambino scappava dal rosario che don Gaudenzio gli voleva imporre,  agli anni giovanili degli studi a Palermo dove scoprì il suo animo rivoluzionario, fino agli anni in cui visse e invecchiò divenendo prima marito, padre e poi nonno circondato da quello stuolo di donne che amò profondamente e a cui sopravvisse struggendosi per l’immenso dolore della perdita.

Prosa fluida e immagini vivide come dentro un film

L’autrice utilizza una scrittura fluida e scorrevole, vivida a tal punto, nella descrizione dei luoghi e delle atmosfere, da catapultare il lettore direttamente all’interno della storia, facendogli percepire i suoni, i colori e i profumi, quasi da trovarsi immerso dentro un film.

DiQuattro utilizza l’apparato del romanzo storico piegandolo alle necessità della sua storia, rendendolo così piuttosto atipico, con incursioni diaristiche ed epistolari.

Si va avanti e indietro nel tempo per conoscere meglio i fatti

In tal modo, fabula e intreccio non coincidono, e vi è la frequente presenza dell’analessi (riferimento a fatti precedenti la narrazione), per permetterci di conoscere meglio il passato e il presente del barone, il suo furore risorgimentale, le sue nobili frequentazioni e le appassionate discussioni con patrioti quali Michele Amari, l’inaspettata delusione dovuta al fallimento dell’amministrazione sabauda, la sua raffinata sensibilità artistica, il suo mecenatismo.

Senza dimenticare il dolore da lui patito per la perdita prematura della figlia, morta a Parigi in esilio volontario, senza che Corrado potesse fare nulla se non affidarsi ai medici più accreditati dell’epoca.

Un romanzo al femminile nonostante il protagonista sia un uomo

Le figure femminili in questo romanzo sono predominanti, nonostante il protagonista sia un uomo, rivelando di possedere una psicologia molto complessa e andando incontro a un destino molto doloroso, a riprova che il danaro non è sinonimo di felicità.

L’amore e l’importanza delle relazioni amicali

Donnafugata è una grande storia d’amore, dove l’amore è sviscerato in ogni sua forma, dalle relazioni familiari, a quelle professionali a quelle amicali. In particolare, queste ultime, hanno colpito la mia attenzione. Nel romanzo, infatti, troviamo descritta l’importanza dell’amicizia maschile: da una parte quella fraterna che lega il barone a Micheluzzo, il suo tuttofare che aveva aiutato da bambino, dall’altra l’amicizia tra Corrado e due raffinati intellettuali quali il notaio Gian Battista Marini, detto Titta, e il barone Paolo Impellizzeri, detto don Paolo, con cui il barone Arezzo si dilettava a disquisire di arte, letteratura, politica.

Queste amicizie saranno per Corrado compagnia e conforto nei momenti più bui della propria vita e ci fanno capire quanto un vero e leale legame amicale possa essere più forte di qualsiasi relazione sentimentale. Emerge inoltre l’enorme differenza tra le amicizie maschili e quelle femminili, tra uomini l’affiatamento è più profondo, scevro da egoismi e invidie.

Il barone è un eroe tragico della modernità

La storia del barone Corrado Arezzo, quindi, ci rimanda quella di un eroe tragico ma al tempo stesso moderno, la cui vita privata è funestata da un tragico destino, mentre la vita pubblica è ricca di grandi successi.

È una storia appassionante, che nonostante paia così lontana nel tempo è prepotentemente attuale e fulgida di spunti di riflessione.

Post Author: Francesca Ratti

Francesca Ratti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *