Ornella Vanoni ci ha lasciato da poco più di un mese e ancora dentro di noi quel senso di vuoto che ci ha colpito così forte continua a farsi sentire. In realtà la pienezza della sua vita, e l’enorme eredità che ci ha lasciato sia in termini artistici sia tanto e soprattutto umani, vanno subito a riempire quel vuoto e danno senso compiuto a tutto ciò che ha fatto questa grandissima donna.
E così la tristezza scema un po’ e si colma di parole, di musica, di risate, dell’intelligenza vivace che traspare da ogni intervista che andiamo a risentirci. Allora anche noi di Alpassocoitempi.com un po’ distanti dal momento convulso del distacco improvviso da Ornella, a dispetto della sua età che oramai ci eravamo dimenticati, abbiamo sentito l’esigenza di dare ancora voce a un’artista che, al di là di ogni retorica, continuerà a far parlare di sé con la sua splendida voce e con tutto quello che ci ha insegnato. Ciao Ornella, eccoti qui con noi ancora una volta, una delle tante che ci saranno per te…
di Francesca Ratti
La notizia della morte di Ornella Vanoni, all’età di 91 anni a causa di un malore, nella sua casa milanese, ha lasciato sgomento e addolorato un intero Paese.
Figura leggendaria e voce iconica che ha attraversato oltre mezzo secolo
Ornella Vanoni è stata una figura leggendaria della cultura italiana, una delle voci più iconiche del mondo della canzone, in grado di spaziare, grazie alla sua genialità, tra musica, teatro, arte visiva e televisione attraversando mezzo secolo della nostra storia, dal Dopoguerra ai giorni nostri.

L’esordio negli Anni ’50 con Giorgio Strehler
Esordisce negli anni Cinquanta come interprete drammatica, sotto la guida di Giorgio Strehler, che le insegnerà il rigore e il minimalismo espressivo, che diventeranno il suo tratto distintivo anche nella modalità di cantare, il “dire” più che cantare.

Strehler costruisce per lei delle piccole pièces teatrali cantate, e qui Vanoni diventa “la cantante della mala”, dove interpreta a tutto tondo. Quello con il teatro sarà per la cantante un rapporto inscindibile che ritroveremo sempre nella cura maniacale dei testi e delle pause.
Interprete sofisticata ma mai altera dai brani leggendari
Negli anni Sessanta e Settanta è stata una raffinata interprete di brani che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana, quali Senza fine (1961), Una ragione di più (1969), L’appuntamento (1970), Domani è un altro giorno (1970).
Sempre in quegli anni l’artista è stata in grado d’incarnare una figura femminile sofisticata ma non altera, emancipata senza ostentarlo, sicura del proprio fascino ma senza capricci e pose da diva, creando uno stile unico e irripetibile.

Collaborazioni musicali vastissime che si rinnovano e spaziano tra generi e generazioni
Indimenticabili rimangono i suoi duetti e le collaborazioni, da quelle storiche, come quelle con Gino Paoli, Toquinho e Vinicius de Moraes, fino ad arrivare a “Ornella & Friends” negli Anni 2000 e 2010 dove ha collaborato con tantissimi artisti, da Ron a Jovanotti e, nel 2021, a Francesco Gabbani, che per lei ha scritto la meravigliosa Un sorriso dentro a un pianto, testimoniando ancora una volta la sua eccezionale capacità di entrare in sintonia con le persone più giovani.
Vanoni ha ben compreso la necessità d’intrattenere uno stretto rapporto con il mondo della televisione, utilizzando il mezzo con creatività e intelligenza. Le sue apparizioni tv si sono sempre distinte per ironia e leggerezza, dai duetti con Paoli e Tenco alle interviste divertenti e spiazzanti, alle confessioni simpatiche e scanzonate.

Con Fazio tutta l’ironia di un’artista contemporanea al passo coi tempi
Negli ultimi anni, grazie alla sua presenza sui social e nella trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” prima in RAI e poi sul 9, è divenuta una figura cult anche tra le nuove generazioni. Quella sua ironia e autoironia, quella sua visione lucida sul mondo, quel dire senza urlare ed essere sguaiata, ha incarnato un valore che altrimenti si sarebbe perso.
Vanoni ha molto amato l’arte, testimonianza ne sono gli innumerevoli oggetti d’arte da lei collezionati, soprattutto design italiano, che sceglieva con cura in base a quanto si sentisse da loro rappresentata.
Ma l’artista è stata a sua volta molto amata dall’arte. Registi e fotografi che hanno avuto il privilegio di lavorare con lei, ne hanno fatto emergere la “pittoricità”, la sua innata capacità di occupare lo spazio come un soggetto da ritratto, mantenendo però l’assoluto controllo su come i mezzi tecnici rimandavano la sua immagine.
Mancherà Ornella Vanoni, mancherà tutto di lei: la sua immensa voce, la sua eleganza, la sua ironia e la sua simpatia, ma soprattutto mancherà l’amore che sapeva generare intorno a sé, in pubblico e in privato.
Grazie Ornella!

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